Reti e classi

Classe A

Il primo byte rappresenta la rete; gli altri tre gli host per ogni rete.In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 0-127.H.H.H;La maschera di rete è 255.0.0.0 (o anche detta /8 in quanto i bit di rete sono 8);Questi indirizzi in binario iniziano con il bit 0.


Classe B

I primi due byte rappresentano la rete; gli altri due gli host per ogni rete.In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 128-191.N.H.H;N varia da 0 a 255.La maschera di rete è 255.255.0.0 (o anche detta /16 in quanto i bit di rete sono 16);Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 10.


Classe C

I primi tre byte rappresentano la rete; l'ultimo gli host per ogni rete.In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 192-223.N.N.H;La maschera di rete è 255.255.255.0 (o anche detta /24 in quanto i bit di rete sono 24);Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 110.


Classe D

È riservata agli indirizzi multicast.In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 224-239.x.x.x;Non è definita una maschera di rete, essendo tutti e 32 i bit dell'indirizzo utilizzati per indicare un gruppo, non un singolo host;Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 1110.


Classe E

Riservata per usi futuri;In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 240-255.x.x.x;Non è definita una maschera di rete;Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 1111.

Reti classless

Il Classless Inter-Domain Routing (CIDR) è un metodo per suddividere gli indirizzi IP allo scopo di allocarli con il minimo spreco, che ricopre un ruolo importante anche nel routing IP. La internet engineering task force ha introdotto CIDR nel 1993 per sostituire il precedente metodo di suddivisione classful usato fino a quel periodo. Il suo obiettivo era quello di rallentare l'esaurimento rapido degli indirizzi IPv4, e delineare, allo stesso tempo, un metodo per contenere le dimensioni delle tabelle di instradamento dei router a servizio di Internet, dimensioni crescenti come effetto collaterale di detta suddivisione.[1][2]

Gli indirizzi IP sono costituiti da due gruppi di bit nell'indirizzo: i bit più significativi costituiscono il prefisso di rete, che identifica un'intera rete classful (spesso indicata con il termine network in questo contesto) o una subnet, mentre l'insieme dei bit meno significativi costituisce l'identificativo dell'host, che può essere assegnato a una particolare interfaccia di un host su quella rete. Questa divisione viene usata come base per il routing del traffico tra reti IP e per le policy di allocazione degli indirizzi.

Laddove il metodo classful mantiene il prefisso di rete a una dimensione fissa di uno o più gruppi consecutivi da 8 bit (più significativi) per ottenere un numero finito di blocchi di indirizzi appartenenti alle tre classi A, B o C, con CIDR i bit del prefissi di rete che vengono allocati agli internet service provider e ai clienti finali possono essere di lunghezza variabile, al fine di ottimizzare lo spazio di indirizzamento.

Il CIDR è basato sul subnet masking a lunghezza variabile (VLSM), con il quale i prefissi di rete hanno lunghezze variabili, in contrasto alle lunghezze fisse del precedente metodo classful. Il vantaggio principale di questo sistema è che viene garantito un controllo più fine sulle dimensioni delle subnet allocate alle organizzazioni, rallentando pertanto l'esaurimento precoce degli indirizzi IPv4 causato dall'allocazione di blocchi di indirizzi più grandi del necessario. CIDR ha dato origine a un nuovo sistema di scrivere gli indirizzi IP conosciuto come notazione CIDR, nella quale un indirizzo IP è seguito da un suffisso che indica il numero di bit del prefisso. Alcuni esempi di notazione CIDR sono gli indirizzi 192.0.2.0/24 e 2001:db8::/32 per IPv6. I blocchi di indirizzi che hanno prefissi contigui possono essere aggregati dai router come supernetwork, riducendo il numero globale di voci nella tabella di routing.

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