Storia
La rivoluzione industriale
La rivoluzione industriale fu un processo di evoluzione economica e di industrializzazione di società che da agricolo-artigianali-commerciali si trasformarono in sistemi industriali caratterizzati dall'uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica e dall'utilizzo di nuove fonti energetiche inanimate (come, ad esempio, i combustibili fossili), il tutto favorito da una forte componente di innovazione tecnologica e accompagnato da fenomeni di crescita, sviluppo economico e profonde modificazioni socio-culturali e politiche.
L'Illuminismo fu un movimento politico, sociale, culturale e filosofico che si sviluppò in Europa nel XVIII secolo. Nacque in Inghilterra dopo la guerra civile; si diffuse poi in Francia, dove ebbe il suo massimo sviluppo, e successivamente in tutta Europa e negli Stati Uniti. Il termine deriva dal francese Lumière, "luce", riferimento alla ragione critica e vagliatrice, capace di illuminare le menti degli uomini e condurli verso un percorso di progresso, pace, emancipazione, tolleranza, felicità e cosmopolitismo.
La Rivoluzione americana avvenne nel Nord America occupato dalle colonie britanniche tra il 1765 e il 1783. Gli eventi della rivoluzione portarono alla guerra d'indipendenza americana (1775-1781), che si concluse con la vittoria delle Tredici colonie e la sconfitta dei britannici. Gli eventi della rivoluzione portarono gli americani a firmare il trattato che sancì la loro indipendenza dal Regno Unito e che portò alla nascita degli Stati Uniti d'America, il primo Paese al mondo basato su una democrazia liberale di stampo costituzionale.
La Rivoluzione francese fu un periodo di sconvolgimento sociale, politico e culturale, avvenuto in Francia tra il 1789 e il 1799, poi allargatosi in Europa con le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche. In storiografia segna lo spartiacque tra età moderna ed età contemporanea.Fu un evento assai complesso e articolato in varie fasi. Le sue principali conseguenze immediate furono: l'abolizione della monarchia assoluta capetingia e la rapida proclamazione della repubblica; l'eliminazione delle basi economiche e sociali dell'Ancien Régime, il sistema politico e sociale precedente, ritenuto colpevole della disuguaglianza e povertà dei suoi sudditi; la stesura della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, futuro fondamento delle costituzioni moderne
Con età napoleonica, nella storiografia contemporanea, s'intende il periodo della storia contemporanea che va dalla discesa di Napoleone Bonaparte in Europa (1796), ovvero sul finire della Rivoluzione francese, al Congresso di Vienna (1815) ovvero fino alla Restaurazione, a cavallo dunque di XVIII e XIX secolo, caratterizzato dall'ascesa e affermazione al potere di Napoleone con il suo impero e la sua ideologia politica (bonapartismo). Rappresenta la prima fase storica della storia contemporanea europea.
La Restaurazione, sul piano storico-politico, è il processo di ristabilimento del potere dei sovrani assoluti in Europa e il conseguente tentativo, in seguito alle sconfitte militari di Napoleone, di ritornare all'Ancien Régime ("antico regime") precedente la Rivoluzione francese.
Essa ha inizio con il congresso di Vienna che durò dal 1º novembre 1814 al 9 giugno 1815. L'assemblea fu convocata dalle grandi potenze per ridisegnare i confini europei. In senso più ampio, per Restaurazione si intende il movimento reazionario teso a contrastare le idee della Rivoluzione francese, diffuse in tutta Europa dagli eserciti napoleonici. Da questo punto di vista, essa si presenta come un fenomeno che trascende il piano puramente politico per estendersi a quello culturale. L'età della Restaurazione si fa infatti coincidere in letteratura con il Romanticismo e in filosofia con l'Idealismo. Essa può considerarsi conclusa con i moti del 1830-1831[1] (avvento della monarchia di luglio) o con quelli del 1848 (caduta di Metternich, seconda repubblica francese, prima guerra d'indipendenza italiana).
Il Risorgimento, talvolta identificato come Rivoluzione italiana, è il periodo della storia italiana durante il quale l'Italia conseguì la propria unità nazionale.La proclamazione del Regno d'Italia del 17 marzo 1861 fu l'atto che sancì, ad opera del Regno di Sardegna, la nascita del nuovo Stato unitario italiano formatosi con le annessioni plebiscitarie di gran parte degli Stati preunitari. Il Risorgimento continuò con l'incorporazione del Veneto nel 1866 e con la presa di Roma del 20 settembre 1870 e la sua proclamazione ufficiale a capitale d'Italia il 3 febbraio 1871 (come già stabilito dal parlamento italiano il 27 marzo 1861); rimasero fuori dal Regno d'Italia le "terre irredente" di Trento e Trieste, che furono incorporate solo al termine della prima guerra mondiale. Per indicare questo processo storico si utilizza anche la locuzione Unità d'Italia.







