
Risorgimento
- Il 1848 fu l'anno delle rivoluzioni in tutta Europa. In Francia, una rivolta popolare costrinse il re Luigi Filippo a rinunciare al trono e fu proclamata la repubblica. Ci furono tumulti anche in Germania, in Prussia e nell'Impero austriaco. A Venezia fu proclamata la repubblica; Milano insorse contro gli Austriaci. Gli insorti lombardi chiesero aiuto al re del Piemonte, Carlo Alberto, che varcò con le truppe il confine lombardo, dando inizio alla Prima guerra d'in-dipendenza italiana. La guerra non ebbe gli esiti sperati e, dopo essere stato sconfitto, Carlo Alberto abdicò. Soltanto a Roma e a Venezia, dove era stata proclamata la repubblica, la rivolta popolare durò più a lungo, ma anche qui fu repressa. Anche nel resto d'Europa le rivoluzioni furono sconfitte. In Francia il presidente Luigi Napoleone Bonaparte, un nipote di Napoleone, nel 1851 rovesciò la repubblica e si fece proclamare imperatore con il nome di Napoleone III.
- Il Regno di Sardegna era l'unico Stato dove erano rimasti in vigore lo Statuto e il regime parlamentare. A partire dal 1852 fu presidente del consiglio Camillo Benso conte di Cavour, che abilmente indusse Napoleone III ad allearsi con i Piemontesi nella guerra contro l'Austria (Seconda guerra d'indipendenza, 1859), che fu ripetutamente sconfitta. Con l'armistizio di Villafranca la Lombardia fu annessa al Regno di Sardegna. Anche la Toscana, l'Emilia e la Romagna votarono con plebisciti l'annessione al Regno di Sardegna.
- Nel 1860, alla testa di mille volontari (la spedizione dei Mille), Giuseppe Garibaldi sbarcò in Sicilia. I garibaldini abbatterono nel giro di pochi mesi il secolare dominio borbonico. Garibaldi consegnò le terre conquistate a Vittorio Emanuele II. Attraverso plebisciti l'ex Regno delle Due Sicilie, le Marche e l'Umbria decisero l'annessione al Piemonte. Il regno di Vittorio Emanuele II comprendeva ormai quasi tutta la penisola. Il 17 marzo 1861, Vittorio Emanuele II fu proclamato re d'Italia.